Sette domande e un’asserzione ellittica del predicato

12 maggio 2010

Ma davvero non aveva mai avuto un uomo? Nemmeno l’amico di uno dei tre fratelli che le facesse battere più forte il cuore quando le rivolgeva la parola? Un commesso che le facesse preferire quel negozio un po’ più lontano da casa al solito banco del Balon? Un collega che le facesse sembrare troppo breve la pausa pranzo alla Cavi Elettrici e Affini Torino, nel cui ufficio commerciale aveva lavorato fino alla pensione? E com’era già la storia di quel matto innamorato, quel napoli che l’aveva aspettata nascosto nell’androne per minacciarla (ferirla! qui al ventre!) con un coltello a serramanico? Era stato lui a farle passare ogni fantasia di una vita insieme a un uomo? A farla dormire il resto delle sue notti in un lettino straordinariamente stretto e insolitamente alto a fianco del lettino stretto e alto della sorella maggiore? Notte dopo notte, anno dopo anno, letto feretro loculo.

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Una Risposta to “Sette domande e un’asserzione ellittica del predicato”

  1. luci Says:

    molto molto bello! uno dei miei preferiti (se non proprio IL preferito!


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